Strettamente parlando noi non possiamo avere una politica estera, poiché noi stiamo e vogliamo stare fuori e contro l’attuale spartizione del mondo in Stati rivali. Per noi non vi sono stranieri.
Da molti anni il Circolo libertario E. Zapata s'è radicato sul territorio
tramite iniziative come conferenze, convegni, dibattiti, assemblee e soprattutto aprendo al quartiere una biblioteca di più di 2000 volumi, oltre ad una fornita emoreteca con stampa nazionale e non di carattere anarchico e libertario.
Da sempre la sede del Circolo è luogo di apertura a tutte quelle realtà (associazioni, gruppi, individui) che si muovono nel sociale con un approccio antiautoritario e apartitico. Per questo in questa sede ci sono anche situazioni diverse che hanno reso e rendono "vitale" questa città.
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"Insuscettibili di ravvedimento", così venivano chiamati gli anarchici e gli antimilitaristi che non riuscivano ad essere piegati nè dalla forza delle gerarchie nè dalle sirene del "moderatismo" politico e istituzionale.
La nostra avversità ai luoghi del potere ed in particolare quello militare è imprescindibile.
Fin dalla sua nascita il Circolo Emiliano Zapata si è posto come punto di riferimento, locale, per chi come noi pensa ed agisce in modo Libertario. Da più di 20 anni il Circolo propone ed attua momenti di approfondimento nei quali fornisce informazioni e strumenti per chi crede sia possibile una svolta radicale della società e del modo di vivere, lavorare, studiare solitamente strutturati in modo verticistico, cioè autoritario. Il principale obbiettivo è la promozione e la diffusione della cultura e del pensiero libertario. Per raggiungere questo obbiettivo abbiamo organizzato dibattiti, convegni, concerti etc. che hanno avuto come oggetto temi inerenti il mondo del lavoro, la scuola, l'ecologia, il militarismo, il nazionalismo, l'arte, la storia etc.. Se questo è l'obbiettivo, il metodo con cui lo raggiungiamo deve essere necessariamente coerente con il pensiero libertario e questa coerenza impone la messa in pratica dello stesso. Quindi il rifiuto di ogni tipo di gerarchia ed autoritarismo determina l'adozione di pratiche autogestionarie. Completa coerenza fra fini e mezzi, fra pensiero ed azione.
La scuola è stata, con la famiglia, la fabbrica, la caserma e
accessoriamente l’ospedale e la prigione, il passaggio ineluttabile in
cui la società mercantile piegava a suo vantaggio il destino degli
esseri che si dicono umani.
Il governo che essa esercitava su nature ancora appassionate delle
libertà dell’infanzia l’apparentava, infatti, a quei luoghi poco
propizi alla realizzazione e alla felicità che furono - e che restano
in diversa misura - il recinto familiare, l’officina o l’ufficio,
l’istituzione militare, la clinica, le carceri.
La scuola ha forse perso il carattere ributtante che presentava nel XIX
e XX secolo, quando rompeva gli spiriti e i corpi alle dure realtà del
rendimento e della servitù, facendosi gloria di educare per dovere,
autorità e austerità, non per piacere e per passione? Niente è meno
certo, e non si potrà negare che sotto l’apparente sollecitudine della
modernità, numerosi arcaismi continuano a scandire la vita di
studentesse e studenti.
...CHE COS'E' L'ANARCHIA ? CHI SONO GLI ANARCHICI ?
La parola Anarchia deriva dal greco (an-archè) e significa assenza di comando, di autorità o guida. Per questo è una parola che piace ai giovani ai ribelli, agli utopisti. Non piace invece alle "autorità"che l'hanno trasformata in sinonimo di caos, di disordine, mentre l'organizzaaione anarchica è la più alta forma di organizzazione. Anarchismo è l'ideologia , lo stile di vita, il pensiero libertario degli anarchici. Fra le molte definizioni porto ad esempio quella data da Pietro Kropotkin nel 1911 per l'Enciclopedia Britannica, avvertendo che essa si presenta parziale e ben lontana dal comprendere l'essenza dell'anarchismo quale si è manifestato storicamente: "Anarchismo, nome dato ad un principio o teoria della vita e del comportamento, secondo cui la società è concepita senza governo, risultando l'armonia di tale società non dalla sottomissione alla legge o dall'obbedienza ad una autorità qualsiasi, ma da liberi accordi stabiliti fra gruppi numerosi e diversi, su base territoriale o professionale,liberamente costituitisi per le necessità della produzione e del consumo, come anche per soddisfare l'infinita varietà dei bisogni e delle aspirazioni degli uomini civili.In una società di questo tipo le associazioni volontarie si sostituiscono allo stato in tutte le sue funzioni....Una tale società non avrà niente di immutabile. Al contrario l'armonia risulterà dall'adattamento e dal riadattamento sempre in trasformazione dell'eqilibrio fra una pluralità di forze e di influenze, e questo adattamento sarà più facilmente realizzabile poichè nessuna di queste forze godrà di una protezione speciale da parte dello stato". (*)
(*) Liberamente adattato da:" I leaders del movimento anarchico" a cura di P. C. Masini Minerva Italica 1980.
A differenza di molti altri rivoluzionari del ventesimo secolo, Emiliano Zapata (1879-1919) non è stato un intellettuale né un transfuga della classe dominante, ma un leader popolare di origine indigena. Nato l’8 agosto del 1879 nel villaggio di Anenecuilco, frazione di Villa de Ayala, Stato di Morelos, Emiliano è il penultimo dei dieci figli di una delle tante famiglie impoverite dalle haciendas, le grandi aziende agricole divoratrici di terre che sono l’asse della modernizzazione promossa dal dittatore Porfirio Díaz. Nel Morelos, terra di paradossi e di contraddizioni, si scontrano allora due civiltà: quella degli imprenditori capitalisti imbevuti di positivismo e quella degli indigeni legati alla terra e al villaggio (pueblo) che conservano uno spirito indomito e un forte senso della solidarietà.
sabato 13 febbraio ore 17.30
presentazione di ApArte ?materiali irregolari di cultura libertaria” con Fabio Santin
Performance poetica con Rino De Michele, Fabiana Scaramuzza
Kabarett” con Paola Brolati
ore 20.30 Concerto serale con
Alessio Lega
6 febbraio 2010 presso la sede del Circolo in Via Pirandello, 22 a Villanova di Pordenone alle ore 20.00
CENA PARTIGIANA di autofinanziamento, menù completo 18.00 ? e riduzione per studenti e disoccupati.
Scrivete un email a
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oppure tramite il modulo contatti del sito www.zapatapn.org se volte prenotarvi per la cena RICORDANDOSI DI SPECIFICARE SE VEGETARIANI [...]
Mercoledì 25 novembre 2009 – ore 20.45
presso la saletta dell’Ex Convento di S. Francesco
Pordenone
NUOVE DESTRE
Indagine su vecchi e nuovi fascismi e dietro la facciata sociale
Interviene
SAVERIO FERRARI
dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre
organizza
Coordinamento Antifascista Pordenonese
PORDENONE
14 NOVEMBRE 2009 ore 17.00 P.tta Cavour
per la campagna DAY OF ACTION promossa dall’IFA (Internazionale di Federazione Anarchiche)
NO BORDER DAY
contro i CIE (prigioni per immigrati senza permesso di soggiorno)
contro il Pacchetto Sicurezza, il reato di clandestinità
contro le Ronde verdi, nere e militari
PER LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE, PER LA SOLIDARIETA? FRA LE GENTI, PER UN [...]